I mesi del primo semestre scolastico all’Anim sono stati segnati da novità continue: la presenza di ragazzine che hanno rivoluzionato le dinamiche sociali della comunità di studenti, l’adozione di nuovi programmi di studio, l’organizzazione di un nuovo sistema di turni per l’utilizzo delle aule di studio, la nascita di un coro, la voglia di apprendere, la partecipazione a concerti e rassegne di nuove creatività afghane… Nel giardino della scuola è stato allestito un grande tendone per consentire agli studenti di godere del sollievo di un po’ d’ombra durante la pausa pranzo. A fine luglio, prima dell’inizio del ramadan, sono state ultimate le prove di valutazione per la conclusione del semestre. Ma anche nel tempo del digiuno le e gli studenti presenti a scuola fin dalla prime ore del mattino per studiare strumento erano proprio tanti. Nella prima settimana di ramadan è arrivato per me il tempo dei saluti, un momento emozionante e doloroso. Perché interrompere a metà anno scolastico una bella quotidianità fatta di lavoro comune, trasformazioni e apprendimenti, gioia e racconti, con bambine e ragazzi desiderosi di muoversi nella relazione affettiva e magistrale costruita insieme? Difficile rispondere. La normativa scolastica italiana non prevede armonizzazioni col calendario scolastico afghano. E come non bastasse anche l’ambasciatore italiano a Kabul a fine giugno mi ha invitato a lasciare il paese. Insegnare a suonare il pianoforte non è un obiettivo della presenza italiana in Afghanistan. Così, con l’intenso lavoro del mese di luglio, ho provato a dare un compimento al mio transito a Kabul.Tra lacrime e abbracci ho salutato le meravigliose bambine e i meravigliosi ragazzi dell’Anim, pensando che un reale percorso di crescita musicale e umana non può arrestarsi per l’interruzione di una relazione.E il saluto è diventato subito un arrivederci. [Foto Adriana Mascoli]
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