Giugno 2011/ Soldati afgani

Nell’ultimo mese sessantotto soldati afgani sono stati uccisi in attacchi terroristici. NOI internazionali con le nostre vite supertutelate, NOI che siamo qui a instaurare una condizione di apartheid nella società afgana, a volte riusciamo a guardare LORO con occhi umani. Giuliano, uno di NOI che lavora da anni in Afghanistan, ha scritto Omaggio al soldato afgano (marzo 2009). “Li incontro dappertutto, vestiti modestamente. Sempre gentili con noi espatriati… quasi chiedono scusa quando ti fermano (… eppure sono a casa loro). Fanno la guardia davanti alle nostre residenze, ai nostri uffici, e dappertutto in questo vasto paese.. Sono loro che rischiano più di tutti e lo sanno… Cadono a decine, sotto il fuoco di un nemico che vuole mantenere gli afgani sotto il giogo della miseria, ignoranza e superstizione… Guadagnano pochi soldi, giusto per sopravvivere… vivono modestamente, si preparano tutti i giorni la loro zuppa … che ha un buon odore … Hanno la faccia di gente onesta , che indossa la divisa come un qualsiasi abito da lavoro… non sono “speciali”, niente occhiali da sole… ti guardano negli occhi… …non amano la guerra … scambiano volentieri qualche parola e ridono facilmente …. ispirano fiducia … sono la brava gente dell’Afghanistan…”

 [Adriana Mascoli per ecoinformazioni]

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